Puntata speciale dedicata a UTMB con ospite Sara Lando, mia moglie/assistente/crew/supporter/*.
Un sacco di gente settimana prossima si traferirà a Chamonix per girare attorno al Monte Bianco, e con Sara ho sfruttato l’occasione per ricordare cos’è successo due anni fa nella mia UTMB.
Il podcast non ha una scaletta precisa ma abbiamo parlato della gara, del fare assistenza, della preparazione per un evento così grande, di come sono arrivato alle ultramaratone e di cosa farei in modo differente.
La birra del podcast è una Hanalai Island IPA del birrificio Kona.

Le playlist degli ospiti dell’episodio le trovate qui:
Sara Lando x BUCKLED | Alessandro Locatelli x BUCKLED

Sara è una fotografa commerciale e artista visuale che viene costretta a fare da crew al vostro host preferito. È la ragione per cui corro (ho la forza di volontà di un foglio di carta) e ha all’attivo gare dai 5 ai 42km in posti come la Death Valley, Loch Ness, il Red Rock Canyon e Pove del Grappa (questo per darle anche un tono di umiltà).
La potete seguire su Instagram, scrive le cronache della moglie mentre gareggio e il suo sito è saralando.com

Alessandro invece (mi piace parlare di me in terza persona, è la cosa che preferisco al mondo) fa i disegnini, lavora col computer ma no non può aggiustarvelo, ha troppi profili instagram e per fortuna solo uno di facebook.
Lo trovate in giro, ma compare solo per i puri di cuore.


LETTURE CONSIGLIATE

Testo di Sara Lando

Born to Run di Christopher McDougall
Ho letto questo libro quando mi stavo allenando per la mia prima 5km e non avevo idea che fosse fisiologicamente possibile correrne più di 42, figuriamoci non in piano. Ho spesso problemi coi libri scritti da chi corre, perché spesso è gente che non sa tradurre in parole il proprio percorso per qualcuno che non ci è personalmente passato. Questo è il libro che ho regalato a un sacco di gente che avrebbe voluto cominciare a correre ma non trovava la spinta a partire.
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L’arte di correre di Haruki Murakami
Murakami è uno dei miei scrittori preferiti e se consiglio questo libro è solo perché parla di corsa (ma voi comunque leggete anche almeno Nel segno della Pecora e Norwegian Wood), ma è comunque un libro secondo me molto bello, capace di raccontare le piccole ossessioni, i rituali, la devozione di chi corre. Lo stile di scrittura di Murakami è essenziale, privo di fronzoli, senza frasi a effetto. Nella mia testa è sempre stata la mia idea di quello che secondo me dovrebbe essere la corsa: una pratica.
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Una passeggiata nei boschi di Bill Bryson
È un racconto di viaggio che parla delle avventure dell’autore e il suo amico anche meno atletico di lui che decidono di percorrere l’Appalachian Trail. È scorrevolissimo, divertente e secondo me è un importante promemoria che si può partire per un’avventura in mezzo alla natura anche senza essere un superuomo. Con la stessa intenzione avrei messo il libro sul viaggio di Grandma Gatewood, che a 67 anni esce di casa dicendo che va a farsi una passeggiata e vestita come una cazzo di nonna si fa l’appalachian trail, prima donna a completarlo in solitaria in una stagione. Lei è spettacolare, il libro è brutto. Per cui cercatevi degli articoli su Internet con la storia di Grandma Gatewood e poi però leggete Bill Bryson
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Fool di Christopher Moore
È una riscrittura del Re Lear vista dal punto di vista di Taschino, il buffone di corte, che quindi diventa una commedia anziché una tragedia. È una black-comedy piena di “sesso, omicidi, sculacciate, mutilazioni e tradimenti gratuiti, volgarità e profanità portate a livelli finora inesplorati, oltre a una sintassi non convenzionale”. È anche un promemoria del fatto che la vita è una questione di punti di vista e che decidiamo in ogni momento da che parte stare (e Christopher Moore è bravissimo: leggete anche “Il Vangelo Secondo Biff” se avete bisogno di un autore che sappia essere nello stesso momento blasfemo e altissimo)
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Daytripper: un viaggio lungo un giorno di Fabio Moon e Gabriel Bà
È una graphic novel, ma mi è stato detto “libro” e non “romanzo” o “saggio”. Per cui vale.
La storia racconta vari momenti della vita di uno scrittore di necrologi chiamato Bràs de Oliva Domingos, in età diverse e in momenti diversi. Alla fine di ogni capitolo il protagonista muore. E nonostante la fine sia nota, è quello che succede prima che fa la differenza.
È un racconto fatto di piccoli momenti quotidiani, di amori falliti, di sacche di bellezza nascoste in gesti delicati. È un’opera che si chiede e ci chiede quali sono i momenti della vita davvero importanti: cosa vale la pena ricordare?
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