Lapo: di solito viaggio 4 o 5 giorni a settimana, in questo momento sono a Denver e sono rientrato ieri sera molto tardi 

Buckled: e poi la settimana scorsa eri in Alaska e ho visto foto di te che correvi a New York 

Lapo: sì, ieri sera ero in Canada, e infatti è da viene fuori Tortini, anche se non c’era la domanda su Facebook, lo vedo martedì 

Buckled: tu ti sei mosso in in in America subito dopo il camp quando ci siamo visti a Portofino o eri già la?

Lapo: no, ero ancora in Belgio e mi sono spostato a gennaio 

Buckled: ho capito…bello stacco tra il Belgio e Denver -CO- 1600 metri di altitudine 

Lapo: abbiamo guadagnato 1600 metri di dislivello

Buckled: va là che sei andato a fare allenamento in quota…non so dov’eri in Belgio ma sicuramente ci hai guadagnato 

Lapo: sicuramente. Denver non è stata una scelta a caso: potevo spostarmi dove volevo nel Nord America compreso Canada, e ho fatto una scelta abbastanza ragionata

Buckled: hai fatto una scelta ragionata perchè volevi stare lì e fare un po di gare? Il Colorado mi dicono tutti sia un posto splendido 

Lapo: la corsa è stato uno dei motivi ma non il motivo principale, il motivo principale è stato l’aeroporto. è l’aeroporto più grande tra Chicago e la West Coast e io viaggiando molto ho bisogno di essere vicino ad un aeroporto molto ben connesso (motivo uno), però (motivo due) è stata la vicinanza alle montagne e poi anche la vicinanza ai deserti. Perché di fatto Denver si trova mezz’ora di macchina dall’inizio delle Rocky Mountains e se te prendi e vai verso Ovest senza fermarti sull’autostrada i70 arrivi a Moab dopo quattro ore, che è uno dei miei posti preferiti degli Stati Uniti. 

Buckled: ho presente perché continuo a vedere foto di Bryon di iRunFar che posta foto da casa sua, lui praticamente credo viva metà anno a mob e metà a Silverstone, quindi non brutti posti dove vivere 

Lapo: ecco, Silverton è a tre ore e mezzo a sud da Denver

Buckled: anticipando una domanda che dovrebbe arrivare clamorosamente alla fine della discussione: comunque tu sei già andato a vedere i posti di Hardrock quindi un pensierino ce l’hai… 

Lapo: è tra le tra le gare di casa Hardrock…ricordiamoci che a tre ore e mezza di macchina 

Buckled: sai che sei uno dei pochi italiani -credo al mondo- che può dire che la gara di casa è l’Hardrock? Renditi conto di questa tua fortuna 

Lapo: eh si, questo non vuol dire che riuscirò mai a correrla però almeno l’aspiration c’è

Buckled: anche perchè è molto complesso entrare: pochissimo posti, tantissimi posti dati ai veterani, gente che ci prova per decenni e non riesce ad entrare

Lapo: penso che in definitiva ci siano una cinquantina di posti per quelli che gareggiano per il primo anno, che è praticamente impossibile, però un pensierino uno lo fa e cercherò di fare i qualifiers ogni anno per almeno rientrare nella lotteria

Sì, comunque ne ho visto un pezzetto quest’estate: stavamo facendo un giro in macchina -in realtà non in Colorado- però tornando dallo Utah siamo passati dal sud del Colorado e casualmente ho proposto alla famiglia di fermarsi a Silverton che è un posto incredibile, non mi sarei mai aspettato perché è il primo posto che ho visto in Colorado in cui le strade non asfaltate 

Buckled: sì sì, ho presente i video della della partenza dell’arrivo con la con la strada sterrata larghissima 

Lapo: e il motivo è semplice: perché hanno neve praticamente per tutto l’anno quindi per loro che ci sia asfalto o terra battuta cambia poco. Nei giardini delle case vedi le motoslitte parcheggiate sull’erba perchè era estate però immagino che sia il mezzo di locomozione per tutto l’inverno 

Buckled: è probabile…anche perché mi sembra un paesino molto remoto. Credo sia un paese molto piccolo con pochissimi abitanti e molto all’interno della valle quindi non una di quelle cose che è facilmente raggiungibile 

Lapo: No infatti, una città come molte in Colorado nata per le miniere che ormai non ci sono più e sono rimasti pochi abitanti, però mi pare di aver capito che sia un posto dove vanno abbastanza in vacanza d’estate, non per correre purtroppo ma per per andare con i Quad

Buckled: Infatti credo che comunque Hardrock portasse tantissimi “esterni” chiamiamoli così, gente che va lì per fare la gara e quest’anno quando hanno deciso di annullare la gara, tanta gente si era mobilitata per dire: “guardate che Silverton è comunque una città bellissima, veniteci a fare le vacanze, venite a fare hiking, venite a pescare, venite e basta” anche perché credo che per quanto sia solo una gara comunque parte del loro introito annuale -a livello di soldi che il che gli esterni portano- probabilmente è anche abbastanza alto è la città un po’ si rianima

Lapo: Avendola vista, immagino assolutamente di sì e di fatto quest’estate molti di quelli che  volevano fare la gara e che non sono riusciti a gareggiare sono andati ad allenarsi. Vedevo su Strava dei tratti…tra l’altro quello che ho fatto io era uno di quelli fatti anche da quasi tutti quelli che sono andati lì quest’estate a tempi *leggermente* più bassi rispetto ai miei 

Buckled: ma solo perché tu avevi un lento quindi…fosse stato un allenamento un po’ più di velocità gliel’avresti fatta vedere. Tra l’altro quanto è alta Silverton? È più alta di Denver?

Lapo: Non ricordo esattamente, ma siamo sopra i 2500 credo 

Buckled: che poi è anche il motivo per cui probabilmente la gente non va lì semplicemente per il giorno della gara ma dice “mi sposto lì un mese faccio un po’ di acclimatamento e poi gareggio

Lapo: Sì sì infatti, ma è la cosa la cosa più incredibile che non mi sarei mai aspettato è che i sentieri che usano per la gara in realtà li usano quasi solo per la gara…sono sentieri non segnati. Io avevo la traccia GPS quindi più o meno sapevo dov’era, però mi sono perso un numero indescrivibile di volte e sono inclusi anche chiaramente gli attraversamenti di fiumi che non sapendo esattamente dove è il sentiero fai in posti posti un po’ a caso, e ovviamente non sai mai se ritroverai il sentiero o no. È proprio stata una un’avventura quel lungo lento di quest’estate 

Buckled: Ma infatti per quanto mi riguarda una delle cose che forse più mi blocca dall’idea di dire “ah ci provo, provo a lotteria di Hardrock” è proprio il concetto di perdermi, nel senso di non conoscere i posti. Comunque in linea di massima le gare in America sono molto meno balisate delle nostre, e in un posto come come quello in Colorado dove effettivamente i sentieri sono visibili e non visibili secondo me è anche molto facile perdersi e perdersi per tanta strada. Anche perché poi effettivamente non hai una balisa ogni 200 mt come giusto che sia, e mi pare di capire che sia una costante delle ultra normali…tu stesso dicevi che in Run Rabbit Run ti eri perso

Lapo: Si, non voglio dare la colpa al balisaggio della gara perché mi sono perso praticamente a Steamboat…. 

Buckled: [ride] quando sei tornato la seconda volta in città 

Lapo: …si, la seconda volta in città e niente, quella è stata esclusivamente colpa mia: stavo correndo con un ragazzo messicano e quindi probabilmente ognuno stava pensando che l’altro controllasse dove stavamo andando, e invece ci siamo accorti dopo un po’ che non era il caso. Comunque il balisaggio è sicuramente inferiore rispetto a quello in Europa, però non è assente, nel senso che nei posti veramente critici le indicano, purtroppo abbiamo mancato quella curva…ma capita 

Buckled: alla fine sei andati fuori di quasi 20km: 8 + 8 

Lapo: sì, 8 + 8 che sono avvenuti però all’una di notte…non il momento migliore della gara e la salita che abbiamo fatto era piuttosto ripida quindi uno la faceva pensando di non dover tornare indietro, e invece…

Buckled: facendo un passo indietro, prima di arrivare a parlare della gara, una cosa che a me incuriosisce molto (perché poi alla fine non l’ho mai fatto): com’è correre in altitudine? E intendo: per te è stato difficile passare da vivere in Belgio quindi a zero sul livello del mare, ad andare a Denver e quindi stare costantemente sui 1600 e da lì salire sempre?

Lapo: in realtà ti posso dire la mia esperienza personale non so quanto possa essere generalizzato. Quando mi sono trasferito le prime due settimane ho sofferto veramente tanto nel senso che non riuscivo a seguire le zone di sforzo. Mi pare di ricordare che le prime due settimane stessi quasi su un minuto al km più basso a parità di sforzo però una volta passato quello scoglio -che forse in parte era anche dovuto al freddo perché la differenza termica tra Belgio e Denver a gennaio non era irrisoria- passate due settimane mi sono stabilizzato e da lì in poi non penso di aver subito l’altitudine 

Buckled: è più magari una cosa che vai a risentire nel momento in cui cominci a salire tanto quindi magari intorno ai 3500? forse si arrivava 3200 con Run Rabbit Run corretto?

Lapo: sì, con Run Rabbit Run 3200 e Never Summer che è una 100km che ho fatto 5 settimane prima si arriva a 3650 però anche quando si arriva così alti non ho mai sofferto l’altitudine. L’unica cosa di cui mi rendo conto è che quando passo a livello del mare, tipo New York la settimana scorsa oppure anche quando sono tornato in Italia qualche mese fa, mi rendo conto che a parità di sforzo riesco ad andare più forte, nettamente più forte oppure l’inverso se tengo il passo costante riesco a tenere battiti molto più bassi. Questo non so quanto si traduca in prestazione nel senso che comunque i muscoli fanno la stessa fatica però da un punto di vista aerobico mi sembra di avere qualche vantaggio

Buckled: tu hai scelto di fare una preparazione alla Run Rabbit Run correndo Never Summer. È una scelta che hai fatto perché era semplicemente una gara che era lì vicino o ti interessava il percorso?

Lapo: no, perchè era una gara vicina. Mi sono fatto una lista di tutte le gare in Colorado e quelle sono l’obiettivo per il prossimo paio di anni, purtroppo ce n’è anche qualcuna dove è difficile entrare come Hardrock, però tutte quelle maggiori in Colorado vorrei farle. In termini di tempistica è venuto bene perché mi pare fosse cinque o sei settimane prima della 100 miglia che comunque è un buon test per l’allenamento 

Buckled: hai scelto Run Rabbit Run per un motivo specifico? Motivo di tempo? Per esempio era a settembre e quindi rientrava in questa tua lista di gare da fare 

Lapo: si

Buckled: ma la vera domanda è ti sei iscritto come tartaruga o come lepre?

Lapo: chiaramente tartaruga. L’unico vantaggio a correre come lepre è il montepremi e chiaramente non era alla portata 

Buckled: Run Rabbit Run credo sia la gara che paga in assoluto di più i primi tre classificati…il primo quest’anno prendeva non so se 12500 dollari o 15000 dollari

Lapo: 15000

Buckled: addirittura…loro puntano sempre ad aumentare. Per assurdo premiano anche -se non ricordo male- con $500 chi indovina il primo arrivato in ogni categoria quindi 100 miglia e 50 miglia, quindi pagano persino chi indovina.
Noi, dicevo prima, ci siamo conosciuti a un camp a Portofino, e una delle cose che mi aveva stupito di te è il fatto, che forse *alcuni* hanno pensato di me dopo il podcast del Monte Bianco che io fossi un po’ maniacale, ma tu superi un po’ questo livello…e per un po’ intendo un po’ tanto. Com’è stata la tua preparazione *maniacale* a una 100 miglia di questo tipo?

Lapo: In realtà quando ho iniziato a fare gare ho iniziato con la Marathon des Sables che mi ha obbligato a fare una pianificazione abbastanza dettagliata, perché come sai parti con uno zaino e quello è tutto ciò che hai fino alla fine della gara che dura una settimana, quindi in quel caso lì devi proprio misurare il grammo di quello che ti porti dietro e dato che il peso  minimo dello zaino è 6,2 kg di cui circa 3 kg vanno via in cibo ho dovuto ottimizzare anche tutta la fase di cibo e da lì ho speso qualche mese a fare questa ottimizzazione della nutrizione e dell’attrezzatura da corsa. Da lì in poi mi sono portato dietro questo questo bagaglio anche nelle gare in cui non ci sarebbe bisogno di fare tanta pianificazione, però per ogni gara che ho fatto -anche le 50 km sulle Apuane- di solito cerco di fare un piano di gara in cui per ogni split tra due aid station ho stime sui tempi di passaggio in base a quelle sulla nutrizione che deve avere in ogni tratto. Il resto è la parte di pianificazione più complicata ma nella realtà come sappiamo bene durante la gara le cose vanno sempre in modo diverso [ride] i tempi sono sempre diversi le necessità di nutrizione anche quelle cambiano. Quindi alla fine lo vedo più come una preparazione mentale per avere un piano di massima che poi però deve essere adattata ampiamente durante la gara 

Buckled: avevi preparato qualcosa di particolare per questa gara? Io mi ricordo per la Marathon Des Sables quello di cui avevi parlato, che mi aveva colpito, era il discorso di come eri andato a crearti di queste specie di capsule con all’interno i nutrienti che ti sarebbero serviti per andare avanti…è una cosa che hai adattato anche qui o per il fatto che qui non c’era il problema del caldo hai lavorato in maniera differente?

Lapo: allora per la Marathon Des Sables la nutrizione era stata esclusivamente liquida quindi mi ero preparato sacchette con dentro tutti i nutrienti, più che altro maltodestrine per ogni tappa. Qua sulle gare in cui hai le drop-bag generalmente faccio un mix di gel, di pasticche per i momenti in cui non riesco più a mangiare molto con con sali e caffeina, e poi talvolta ho fatto qualche esperimento anche con liquidi, quindi questo è la base poi a seconda del tipo di gara -quindi se sono gare calde o fredde, o anche a seconda di quanta salita o discesa- vario un po’ le componenti

Buckled: sono andato a vedere un po’ il percorso, e devo essere onesto: la gara non la conoscevo, o meglio la conoscevo per nomea: sapevo il fatto che davano premi ai primi tre classificati, mi ricordavo che Schlarb aveva il record…informazioni completamente inutili, mi ricordavo che un anno l’hanno corsa sotto la neve e forse anche sotto il caldo contemporaneamente una cosa questo tipo, ma non avevo mai visto il percorso e il percorso secondo me è molto strano, nel senso che è assolutamente una gara americana. Però per quanto mi riguarda vedendo dove hanno girato è la classica gara che in Italia ci tirerebbero fuori una 50 km e loro ne hanno fatti 160. Però tu l’hai visto più di me quindi se hai voglia di raccontare da questo punto di vista com’è

Lapo: il percorso non lo conoscevo neanche io quindi l’ho corso per la prima volta il giorno della gara e in realtà mi ha stupito perché nonostante sembri che giri sempre intorno è molto vari. Si parte da Steamboat Springs che è un classico classico paese di sci e la prima salita è una pista da sci quindi l’inizio non è dei migliori, arrivato in cima inizia un bosco molto bello e da lì in poi è una gara molto varia perché ci sono tratti piuttosto lunghi di saliscendi…di piano non c’è nessuna parte però ci sono tratti lunghi di saliscendi che sono piacevoli all’inizio e sono devastanti alla fine, ci sono un paio -ma non molte- salite lunghe e discese lunghe e il paesaggio è molto vario, quindi nonostante si continui a girare intorno alle stesse due tre montagne ci sono dei molti tratti di bosco. Ci sono tratti sopra la linea degli alberi e quindi su roccia…mi ha stupito positivamente mi aspettavo una gara abbastanza monotona come paesaggio

Buckled: l’out-and-back aiuta? Nel senso: vedere quello che hai già fatto e sapere cosa sta per arrivare -per quanto poi uno si possa ricordare effettivamente dei posti che ha già passato- aiuta in qualche modo o ti pesa perché sai cosa sta per arrivare? Per dire ti pesava il sapere che avresti avuto la pista da sci discesa?

Lapo: No. Quella è stata la mia salvezza (la pista in discesa) sugli out-and-back la cosa che mi piace parecchio è che vedi quelli che sono davanti a te, nel senso non per nessuna ambizione di raggiungerli o superarli, ma anche per vedere…ho visto due tre volte i primi, e in una gara normale non succede mai. Cercavo di farmi una foto del punto in cui li avevo visti e ripensarla quando poi ci passavo io e andavo a un terzo della velocità. Quello è abbastanza divertente. Il fatto di conoscere, di essere passato in alcuni tratti per me è stato molto utile. Perché per fare un esempio: la discesa sulla pista finale sapevo che intanto era una discesa pura, non come le solite discesa in cui poi alla fine hai altri 100 metri di dislivello positivo che ti ammazzano…quella è proprio una discesa fino all’arrivo, e quindi mi sono fatto l’ultimo tratto di gara già con un piano preciso su cosa fare nell’ultima ora, e quello mi ha veramente aiutato molto, soprattutto a recuperare mentalmente dallo sconforto di aver buttato via due ore con quella curva sbagliata

Buckled: il tuo piano era andare sotto le 30 ore per avere la buckle delle sub-30, giusto? E stavi rischiando di andare oltre

Lapo: esatto. Fino a oltre metà -perché l’errore è stato fatto al chilometro 120- ero su un tempo intorno alle 27 ore che per me sarebbe stato un ottimo risultato, però con quelle due ore di fatto avevo messo a rischio tutto, perché se avessi sforato anche più di mezz’ora nell’ultimo tratto che comunque era ancora abbastanza lungo (erano 60 km con non ricordo quanto dislivello ma ancora un paio di salite grosse) finivo fuori e quindi sostanzialmente ho dovuto cambiare completamente l’approccio dell’ultimo terzo di gara, spingere probabilmente più di quello che avrei voluto e pagare anche tanto questa cosa perché sono arrivato forse al km 150 o 160 in cui non riuscivo più a correre in salita…ero proprio completamente andato però avevo sempre questa idea in mente che l’ultimo pezzo era una discesa pura quindi dovevo mantenere le gambe per la discesa e di fatto in quell’ultima discesa ho recuperato non so forse 15 posizioni e sono riuscito ad arrivare con un margine di mezz’ora sulle 30, quindi alla fine mi ha salvato quella discesa in fondo

Buckled: quindi l’out-and-back da quel punto di vista è servito per vedere già parte del percorso e mentalmente magari anche sistemarsi per la parte finale e dire “ce la posso fare, basta avere gambe per scendere” soprattutto in un caso come questo dove non conoscevi il percorso intendo questo 

Lapo: esatto. Fosse stato in salita probabilmente mi sarei ritirato 

Buckled: quando vi siete persi tu dicevi comunque che tra una roba e l’altra avete perso 2 ore e semplicemente eravate un po’ spenti in testa e non avete più fatto a caso al fatto che non stavate vedendo balise e siete andati via dritti sul primo sentiero avete trovato?

Lapo: in realtà non era neanche un sentiero perché il primo pezzo lungo era una strada asfaltata, quindi noi stavamo salendo su questa strada che sembrava simile a quella che avevamo fatto al passaggio precedente e l’unica cosa molto strana è che balise non ce n’erano ma diciamo in città non ne avevano messe molte quindi quella non era la preoccupazione maggiore. Ma la domanda che mi ero fatto all’inizio è: non vediamo nessuno scendere giù, perché eravamo forse nel primo terzo di posizione in gara quindi matematicamente dovevano esserci parecchie persone che ancora dovevano fare il primo giro e non abbiamo visto nessuno, però questa è stata una domanda che è sorta nei primi 10 minuti e poi dopo ci siamo persi parlando di altro, fino a quando non siamo arrivati all’attacco del sentiero che di fatto non era il sentiero giusto, quindi in quel momento ho dovuto cercare sul telefono per capire dove eravamo finiti e mi sono reso conto che eravamo sulla valle parallela a quella che dovevamo fare noi…in linea d’aria eravamo a 5 o 6 km dal sentiero giusto però non c’era nessun modo per riagganciarci e non tornare indietro

Buckled: chiaro anche perchè il problema è che avresti rischiato la squalifica per il taglio di percorso, no?

Lapo: Mah se ci fosse stato un sentiero, l’avrei sicuramente fatto visto che erano le due del mattino e avevamo di fatto allungato il percorso. Però non era fisicamente possibile

Buckled: ma alla fine il tuo compagno di sventura è riuscito ad arrivare al traguardo?

Lapo: purtroppo no. In questa vicenda quando siamo tornati indietro a Steamboat ha deciso di ritirarsi: Steamboat era la base più grande con posti per dormire e tutto, e secondo me la tentazione…

Buckled: …non aiuta nelle gare dove si passa più volte dal punto di partenza o comunque vicini al punto di partenza perché di testa fai veloce a mollare

Lapo: esatto, e quella è stata un’addizionale sfortuna perché più o meno avevamo lo stesso passo in salita e avevamo fatto già il piano di…anche lui aveva lo stesso obiettivo di tempo e ci siamo fatti la notte insieme e invece niente purtroppo si è ritirato

Buckled: ho visto la buckle, è molto scintillante…ma quello che a me preme veramente chiedere è: ma come erano le aid station? Cosa c’era da mangiare di buono a Steamboat Colorado?

Lapo: a Steambot Colorado che è un posto non noto al di fuori del Colorado, è in realtà la sede di Honey Stinger, che non so quanto sia noto, ma so che qualcuno in Italia è un grande appassionato…Paco mi ha mandato qualche messaggio voleva che portassi indietro tutti i gusti possibili.

Buckled: chiaro, sono le solite cose che lui non riesce mai a riportare in Italia, perchè gli vengono bloccate in dogana

Lapo: esatto, e quindi loro sono basati a Steambot, sono il main sponsor, quindi a ogni aid station avevano tutto il catalogo di Honey Stinger, che però non ho mai mangiato. In tutte le gare tendo a evitare i solidi

Buckled: anche perchè loro hanno quella specie di wafel, tipo stroopwavel della GU

Lapo: esatto hanno quello e fanno anche gel, che tra l’altro avevo dietro per conto mio e non ho preso all’aid station, poi hanno le solite cose che trovi nelle aid station americane, quindi: bacon…

Buckled: mi piace che partito con quello

Lapo: anguria, altra frutta, banane e poi hanno quesadillas…insomma tanta roba che cercavo di non guardare neanche. 

Buckled: tanto cibo vero e poco leggero insomma

Lapo: si, perlomeno per me non sono fattibili, per fortuna avevano il brodo, che è stato -so che è una delle tue armi di battaglia- 

Buckled: è una delle mie grandi passioni il brodo, per quanto mi abbia tradito in Inghilterra

Lapo: e quello invece mi ha abbastanza salvato perchè una particolarità di questa gara è che la differenza di temperatura tra giorno e notte è molto alta: di giorno correvamo sui 20 gradi e di notte va a meno 10, insomma si sente abbastanza, soprattutto se come me mi ero dimenticato di prendere i vestiti pesanti a una delle aid station dove passi più volte, avevo detto “le prendo al prossimo passaggio che comunque sara a metà della notte” e in realtà la parte più fredda l’ho fatta in mezze maniche e pantaloni corti, quindi si, il brodo mi ha salvato

Buckled: classica gara americana dove il materiale obbligatorio è materiale consigliato?

Lapo: no, non c’è neanche materiale consigliato. L’unica cosa che obbligano è la frontale per lasciare una delle aid station. Io chiaramente da europeo ho tirato fuori la frontale per fargliela vedere e loro mi hanno guardato del tipo “in che senso ci fai vedere la frontale?

Buckled: [ride]

Lapo: è obbligatorio però non viene controllato, quindi penso che molti non ce l’avessero

Buckled: ma anche perchè credo -che poi è quello su cui combatte Paco ogni volta- quello che dicono è: sei grande e vaccinato, stai facendo una gara di notte, io non ti dico di portare la frontale ma è ovvio che porti la frontale se stai facendo una gara di notte in mezzo alle montagne. Però questo vale anche per i vestiti pesanti eccetera eccetera, insomma capisco che in Italia e probabilmente anche in Europa ci sia il problema assicurativo per cui devi dire che se non porti questo materiale obbligatorio io ti fermo perché sennò potrebbero esserci problemi nel caso in cui stai male, però dall’altra parte sei un adulto dovresti capire cos’è che ti serve per andare a correre 

Lapo: l’unica cosa è che se hai persone che di fatto per iscriversi a questa gara qua non serve nessun nessuna qualificazione, chiunque può iscriversi e il fatto che ci sia questa grossa differenza di temperatura è la causa principale di ritiro, quindi secondo me se mettessero come obbligo di portare qualche vestito pesante farebbero favore a molti partecipanti, anche quest’anno che le temperature non erano estreme penso che gran parte dei ritirati sia per colpa della notte

Buckled: Che poi appunto la notte arriva nel momento in cui torni a Steamboat Springs, e di nuovo ti viene facile ritirarti perchè sei in un momento di debolezza

Lapo: e in aggiunta c’è l’inversione termica, quindi per qualche motivo strano le temperature in quota sono più alte rispetto a quelle in valle, quindi i meno dieci erano a Steamboat e quando salivi su arrivavi intorno allo zero. Quindi quando arrivavi a Steambot hai il momento più freddo di tutto ed entri in questa aid station, un edificio del comune molto grande dove dentro hanno di tutto: panche, eccetera…quindi i motivi per fermarsi sono tanti

Buckled: questa era la tua prima cento miglia? O a memoria forse ne avevi gia fatta un’altra?

Lapo: si avevo fatto Zion

Buckled: quindi parco naturale, giusto?

Lapo: si, non dentro il parco perchè non possono organizzare eventi sportivi dentro il parco, ma subito fuori. E’ anche il motivo per cui la Western States ha solo 369 pettorali

Buckled: infatti, infatti, ma credevo fosse solo una 100 miglia con pochi partecipanti come fanno di solito per motivi di permessi e di ingresso. Quindi ti tengono fuori dal parco

Lapo: si, stai fuori dal parco, ma di fatto corri buona parte della gara su di un altopiano che è proprio davanti e hai la vista sul parco

Buckled: differenze tra le due gare? Non tanto di percorso ma come tu hai vissuto le due gare…immagino che una fosse il debutto e l’altra la riconferma

Lapo: si, differenze grandi più che altro il percorso è completamente diverso. Nel senso che Zion è a quota più bassa e con meno dislivello totale, quindi una classica gara da correre tutta dall’inizio alla fine, che è anche un po’ la cosa che mi ha fregato perchè essendo la mia prima 100 miglia ho fatto il primo terzo di gara a un passo non sostenibile per me, e quindi ho pagato la fase centrale, ho pagato tantissimo e poi nell’ultimo terzo ho cercato un po’ di recuperare, ma l’ultimo terzo è quello che fai di notte quindi non…e altra complicazione è che a differenza di Run Rabbit Run fanno correre la 50 miglia o 100 km insieme alla 100 miglia e quindi io avendo fatto un po’ di conti sui tempi che dovevo tenere ero partito col gruppetto di testa e ho fatto le prime cinque ore a un passo che pensava fosse buono ma senza spingere troppo e poi mi sono reso conto che stavo correndo con quelli della 100 km o della 50 miglia e quando me ne sono reso conto, me ne sono reso conto perché i tempi che avevo dato a mia moglie per le aid station le avevo superate di più di un’ora e mezza prima del previsto e quando mi sono reso conto di quello, è stata una combinazione di calo psicologico, e calo di gambe e da lì in poi sono entrato in un tunnel per un bel po’ di ore 

Buckled: psicologicamente È stata più dura è stata più dura Run Rabbit Run per il discorso  di essersi persi, del sotto 30 ore? 

Lapo: è stata diversa nel senso che fino all’errore in realtà psicologicamente è andata benissimo, nel senso che sono riuscito a tenere il ritmo che volevo, sentivo che avevo ancora tanta tanta energia per la fase finale che era quella su cui puntavo, tutto stava andando per il meglio e diciamo stavo andando così per per quello che avevo imparato a Zion, e poi chiaramente quando abbiamo perso quelle due ore è stata una botta grande perché era probabilmente il momento in cui ero più debole fisicamente e mi sono reso conto che se la mia debolezza avesse rallentato ulteriormente il passo probabilmente avrei mancato l’obiettivo delle 30. Poi l’obiettivo era un obiettivo che mi ero messo io non è che avesse nessun valore particolare però mi sarebbe dispiaciuto mancarlo per l’errore, se fosse stato mancarlo perchè non avevo le gambe era un altro discorso, però mancarlo per un errore -stupido, tra l’altro- nel punto più facile della gara che era la città, sarebbe stato parecchio e da quel momento in poi è entrata la fase rabbia e mi son detto “se non raggiungo il sub-30 è perché mi ritiro e quindi proviamo” e ho dato tutto. Considerando che volevo tenere le gambe per l’ultima discesa quindi ho spinto più che potevo e probabilmente non avevo più veramente niente per le salite, però mi ero tenuto un po’ di gambe per la discesa 

Buckled: intendo hai dato tutto nel senso che nel momento in cui hai passato la linea del traguardo eri finito…psicologicamente e fisicamente, un guscio vuoto 

Lapo: gli ultimi 10 km li ho fatti quasi tutti sotto i 5 minuti al km che nonostante la discesa ti posso assicurare che che è ben al di sopra delle mie prestazioni normali, e quando sono arrivato al traguardo mi sono accasciato per terra, ed stata la prima volta e magari anche l’ultima in cui ho pianto al traguardo E non tanto per aver finito la gara ma perché erano 10 ore che avevo questo pallino di riuscire a rientrare nei tempi 

Buckled: sono due gare comunque diverse Zion e Run Rabbit Run, però se una persona dall’Italia dovesse decidere di andare in Colorado e correre una o l’altra, quale consiglieresti?

Lapo: dipende un po’ dal motivo per cui si corre…il mio motivo principale è per godermi i paesaggi e di fatto scelgo le gare (a parte quelle di casa come Run Rabbit Run) in base alla morfologia del percorso e sicuramente Zion è la più bella, perché a me che piacciono i canyon e il deserto È un un ambiente stupendo, però diciamo che Run Rabbit Run è molto più gara: nel senso che il livello medio dei partecipanti è nettamente più alto, come difficoltà di gara sicuramente più alta (non solo per la quota ma anche per i dislivelli) e quindi se uno lo fa per sfidare se stesso penso che era Run Rabbit Run sia più bella…però dal mio punto di vista io privilegio il paesaggio quindi andrei sicuramente su Zion

Buckled: concordo…cioè non concordo sulla gara ma sul discorso del paesaggio nel senso da quel punto di vista sono assolutamente con te. Ma se uno dovesse decidere per quanto riguarda l’estetica della buckle quale delle due è meglio?

Lapo: dipende dai gusti. Le buckle di Zion sono una diversa dall’altra, quindi nessun partecipante ha la buckle uguale. Sono tutte fatte a mano e la mia l’ho fatta scegliere a mia figlia e quindi ho una buckle rosa però ha il suo fascino perché abbastanza unica. Quelle di Run Rabbit Run in realtà sono solamente due buckle: o sotto 30 ore o sopra 30 

Buckled: mi chiedeva Paco: tu dicevi prima che volevi fare un po’ tutte le gare in Colorado o comunque lì attorno però quali sarebbero le tue tre gare nella to-do list adesso che sei comunque negli Stati Uniti?

Lapo: nella mia to-do list Stati Uniti ci sono western States, Hardrock, la terza è probabilmente Leadville che è comunque una gara di casa anche quella un po’…un po’ meno nota delle altre ma comunque abbastanza impegnativa 

Buckled: però per entrare a Leadville ci sono criteri di ingresso un po’ particolari. Sbaglio o devi fare una delle gare del loro circuito per poi partecipare alla Leadville100?

Lapo: no. Dico di “no” ma non sono sicurissimo. Quello che ho capito io -e non ho studiato la cosa a fondo- è che hanno una lotteria a cui può partecipare chiunque, e mi pare che non ci siano nemmeno delle…non ci sia bisogno di fare gare prima per partecipare a quella e se non vieni estratto puoi partecipare a una delle altre gare del circuito a hai una seconda possibilità di essere estratto

Buckled: forse limitano i posti magari dicono tramite questa lotteria diamo 50 posti 

Lapo: esatto 

Buckled: Leadville devo essere onesto, non mi sono mai interessato perché essendo tanto in quota è credo una delle gare più difficili che una persona che viene dall’Italia potrebbe fare a freddo quindi…è sicuramente molto famosa perché poi ne parlavano in Born to Run, ci ha corso chiunque, però è probabilmente una gara che non è magari bellissima: è veramente un out-and-back tra Leadville e Hope Pass però si, è tanto in quota è tanto complessa per chi vive a livello del mare da poter sviscerare 

Lapo: l’altitudine media non ricordo quanto è ma è imbarazzate, qualcosa tipo sopra i 2800

Buckled: e arrivano fino ai 4200 di Hope Pass

Lapo: si arrivano oltre 4000 e Leadville per come la vedo io è la versione facile di Hardrock. Perché Hardrock ha le stesse altitudini però è su di un sentiero tecnicamente molto più difficile perlomeno la parte che ho visto io, mentre Leadville mi pare di aver capito che sia classico sentiero battuto corribile, beh *corribile* per quello che puoi correre a quelle altitudini però diciamo non con difficoltà tecniche 

Buckled: quindi in realtà metterà il tuo nome nelle 3 sacre lotterie per il 2020

Lapo: quattro…ho anche anche UTMB 

Buckled: come un vero americano adesso metti anche il tuo nome nelle gare europee 

Lapo: esatto UTMB si. Il problema di Leadville e UTMB è che sono la stessa settimana oppure a una settimana di differenza, quindi partecipare a tutte e due le lotterie e avere la sfiga o la fortuna di essere estratti in tutte e due poi uno deve cancellare una o l’altra

Buckled: un’altra cosa che mi aveva chiesto Eva era se speravi di baciare la sacra roccia l’anno prossimo, però questo abbiamo già detto è uno dei tuoi obiettivi dichiarati e mi chiedeva mi chiedeva Tommaso se ci sono differenze organizzative e anche di clima in Run Rabbit Run tra la gara delle tartarughe e lepri 

Lapo: no l’organizzazione è esattamente la stessa, l’unica differenza -che è un po’ anche il motivo per cui ho scelto di correre con le tartarughe- è l’orario di partenza, nel senso che le tartarughe partono alle 8 di mattina e gli altri partono a mezzogiorno quindi considerando che il mio tempo previsto era tra le 26 e le 30 ore non avrebbe fatto differenza sulla notte, quindi preferivo sfruttare tutto il giorno. Quella è l’unica differenza poi il resto è tutto equivalente a meno che uno non punti al podio, a quel punto può aver senso partire più tardi e giocarsi il montepremi 

Buckled: tu dicevi prima che viaggi molto per lavoro, è stato problematico allenarti o comunque riesci sempre a ritagliarti dei momenti per andare a correre?

Lapo: il fatto che viaggio molto comporta che ci sono alcuni giorni in cui diventa impossibile per me allenarsi nel senso che devo prendere due tre voli quindi non ho tempo a terra disponibile, però tutti i giorni in cui la logistica lo permette metto la corsa come priorità 1 e quindi indipendentemente dalle altre cose che devo fare, trovo sempre un buco per correre o la mattina o la sera. La fortuna che ho adesso che sto lavorando in posti abbastanza remoti che sono Alaska e Canada in cui però ho accesso a sentieri praticamente dalla porta dell’albergo che non capita quasi mai, quindi lo sto sfruttando ampiamente perlomeno fino a quando non arriverà neve

Buckled: hai finito le gare per quest’anno o hai in programma altro? 

Lapo: no no le gare non finiscono mai c’è una 50 miglia tra penso due settimane che è l’Ultra Trail Lake Taohe, dove tra l’altro abbiamo un contingente italiano guidato da Coach Grazielli e il 16 novembre una gara a Moab 

Buckled: è una di quelle cose a rischio neve visto com’è il posto?

Lapo: no non direi nel senso che la neve dovrebbe arrivare in 3-4 settimane dopo la gara, ma ovviamente non si sa mai quindi vedremo 

Buckled: ma è la Moab50 o giù di lì? o forse quella la fanno in marzo?

Lapo: quella la fanno in marzo, questa si chiama Dead Horse Ultra mi pare è abbastanza vicino dove fanno quella di marzo, ma in un’altra zona del parco 

Buckled: e adesso che tu hai effettivamente gareggiato in Europa o comunque in Italia, e hai gareggiato negli Stati Uniti, qual è la grossa differenza tra tra i due mondi? 

Lapo: le differenze sono tante, quella che è più lampante per me è sul piano organizzativo. Nel senso che per Run Rabbit Run, che comunque è una gara abbastanza famosa, mi aspettavo di avere un’organizzazione di alto livello e invece arrivato a Steamboat ci ho messo un’ora per trovare il punto dove andare a ritirare il pettorale. Non c’erano cartelli da nessuna parte, ho dovuto chiedere a qualcuno dell’ufficio informazioni che non lo sapeva, e ha dovuto telefonare a qualcuno che correva che gli ha saputo dire dove andare.  Dal punto di vista organizzativo sono molto molto indietro rispetto anche alle gare più piccole che ho fatto in Italia, però la cosa che veramente apprezzo è il supporto dei volontari: sono abituato che alle aid Station quasi non mi fermo e conto i secondi, lì arrivi dai le borracce ti riempiono tutto loro ti chiedono se ti portano la sedia per sederti, ti chiedono se hai bisogno di qualunque cosa, ti preparano cibo caldo o freddo, e penso che sia il trattamento che in italia non fanno nemmeno per i primi due o tre, e questo lo fanno su tutto il gruppo. Veramente bello ma se sei veramente concentrato sulla gara ti può un po’ distrarre, però soprattutto nelle fasi in cui sei più giù da veramente una mano. 

Buckled: sì magari ti aiuta anche nel momento in cui effettivamente non riesci tanto più a ragionare bene con la tua testa anche solo uscire dal ristoro con le borracce d’acqua piene aiuta

Lapo: si infatti 

Buckled: è una gara che permette pacing o no?

Lapo: si permette pacing solamente per le tartarughe, e in realtà penso che quasi tutti quelli che sono arrivati insieme a me avessero un pacer. Però secondo me non è necessario, nel senso che il percorso -a parte l’errore di due ore abbiamo fatto- non ha tratti particolarmente pericolosi nel senso in cui se sei stanco è bene avere qualcuno che ti dice esattamente dove andare. Più che altro penso che sia una questione psicologica avere un pacer 

Buckled: è una cosa che avresti voluto avere ma hai deciso di non avere per questioni logistiche o di conoscenze, o avevi pensato “preferisco fare da solo tanto sono abituato così”?

Lapo: no…in realtà avevo anche un mio collega che si era offerto di fare il pacer, però per il modo in cui a me piace correre sono abbastanza contrario, nel senso: non sono contrario all’idea del pacer, ma sono contrario ad averlo io…penso che la corsa per me sia un’attività individuale e una delle cose che mi spinge a fare corse lunghe o corse in cui so che avrò difficoltà è arrivare al punto della difficoltà e risolverla. Avendo un pacer quella dinamica sarebbe alterata, non so se in bene o in male però preferisco per questo motivo correre da solo 

Buckled: quindi fino ad oggi non è mai corso con un pacer intendo questo…

Lapo: no non ho mai corso con un pacer e anche quando faccio corse molto lunghe da solo tipo il Rim to Rim to Rim, l’anno scorso, l’ho fatto volutamente da solo e avevo persone che volevano farlo però ho voluto farlo da solo perché per me sono esperienze in solitaria 

Buckled: come è stato logisticamente organizzare una cosa di quel tipo? 

Lapo: logisticamente abbastanza semplice, nel senso che durante il percorso per 80 km non hai niente tranne tre punti dove puoi riempire le borracce, quindi molto più simile alle gare europee rispetto all’america in cui hai 5 o 6 drop-bag, quindi logisticamente sono partito con tutto quello di cui avevo bisogno in termini di nutrizione e vestiti, e poi grazie a un consiglio di Riccardo Tortini ho lasciato un buon terzo dei gel a un terzo del percorso in modo che li prendevo sulla salita finale e quindi ho corso un po’ più leggero…però diciamo di fatto è in completa autosufficienza

Buckled: ti chiedevo perché sono abituato a vedere siti di gare americane che sono stati evidentemente costruiti nel 1920 (i siti web intendo) e quindi non oso immaginare nel momento in cui vai a fare una cosa del genere che non è nemmeno una gara, trovare informazioni logistiche anche solo sul *dove riesco a trovare acqua* immagino non sia così facile 

Lapo: no c’e da fare un po’ di ricerca di fatto il Rim to Rim to Rim è diventato negli ultimi anni abbastanza famoso quindi ci sono anche gruppi su Facebook di persone che l’hanno fatta e danno consigli 

Buckled: e stiamo anche entrando nella stagione del Rim to Rim to Rim dato che di solito è tra ottobre e novembre, quindi vediamo se batteranno il record 20 volte in 4 giorni come l’anno scorso 

Lapo: stiamo entrando in quella stagione, però io consiglio a tutti di farla in agosto come ho fatto io per alzare un po’ la difficoltà…non è male 

Buckled: bravi tutti a farla in novembre…bravo io apprezzo questo tuo sforzo! Riguardo gli FKT è una cosa che comunque a te interessa, o ne hai già addocchiati altri? Immagino che in America sia anche più facile riuscire a trovarne

Lapo: ma cioè nel senso di volerne battere uno?

Buckled: no no di farli, di fare semplicemente il percorso

Lapo: in realtà di percorsi lunghi o su anello o point-to-point ce ne sono un’infinità. Io mi sono fatto una wishlist anche di quelli, e piano piano li faremo. Quelli che sicuramente sono un po’ più complicati da fare perché in un modo o in un altro hai bisogno di qualcuno che ti supporti. Nel caso di Rim to Rim to Rim è probabilmente una delle poche eccezioni perchè è un out-and-back, quindi se non hai problemi durante il percorso puoi fare tutto veramente in autosufficienza, però ce ne sono altri tipo lo Zion Traverse che sono mi pare 80 km e che attraversa tutto il parco che sono point-to-point, quindi a meno che non si voglia fare una 100 miglia hai bisogno di qualcuno che ti venga a prendere 

Buckled: capito e ti faccio un’ultima domanda poi ti lascio andare: sono un italiano che arriva a Denver o comunque area Denver e voglio andare a correre in quelle zone, qual è il tuo sentiero/percorso preferito?

Lapo: ce ne tanti. Quando parto da casa di corsa ci sono un paio di percorsi che sono delle grandi piste ciclabili e intendo da 60 miglia in poi, che hanno sempre la parte per le biciclette e accanto o sterrato oppure in alcuni casi anche singletrack. Ne ho una che è a un quarto d’ora di corsa da casa. Quella su cui vado più spesso si chiama Cherry Creek Trail, però per il fine settimana o quando voglio fare corse più lunghe di solito vado nella zona di Golden che tra l’altro è dove si allena Courtney perché abita lì, in cui ci sono molti sentieri, i dislivelli non sono molto alti e le salite più lunghe sono 600 mt, però sono sentieri molto lunghi quindi si possono fare tranquillamente 5/6/7 ore senza tornare nello stesso punto. Di alternative ce ne sono un’infinità, se qualcuno passa da queste parti sono ben contento di dare qualche consiglio 

Buckled: non si sa mai, va a sapere. Speriamo di riuscire ad arrivare a vedere quella zona prima o poi.
Lapo Grazie mille!